Social Women Talk, l’evento per le donne che lavorano nel digitale

Empowerment femminile, personal branding, potenzialità dei social network e dei podcast, link building, inclusione e rappresentazione… Questi e molti altri i temi che hanno animato il palco del Social Women Talk, l’evento ideato da Chiara Landi e Noemi Giammusso, giunto alla sua seconda edizione, dedicato al digital women’s empowerment.

L’evento si è tenuto nella giornata del 17 settembre 2022 a Roma presso le Industrie Fluviali, 10 ore in cui più di 20 donne hanno portato il loro contributo, esplorando le diverse sfaccettature dell’essere donna nel mondo digitale.

Tra gli interventi che mi hanno colpito di più:

  • Giuditta Rossi, Brand Strategist e Founder Bold Stories, sul tema della rappresentazione: sfidiamo lo “standard” riconoscendo che ampie fasce della popolazione non si vedono mai rappresentate nei modelli socialmente condivisi (lo sapevate che gli occhiali da vista sono studiati solo su visi caucasici e tutti gli altri tipi di visi non riescono ad indossare comodamente gli occhiali?).
  • Fabiana Andreani, nota sui social come @fabianamanager per i suoi consigli di carriera nonché Senior Training Manager Accademia Treccani, ha dato molti spunti utili su come sfruttare TikTok per la costruzione del proprio personal branding (purtroppo non era fisicamente presente, ma connessa da remoto: mi sarebbe piaciuto incontrarla poiché la seguo molto sui social e ho preso spesso spunto dai suoi contenuti).
  • Elisabetta Alicino, Creative Director & Strategist, che ha lanciato la sfida di ri-brandizzare il concetto di “donna”: questo processo di re-branding è importante perché un brand forte ha potere, influenza e vantaggio competitivo; come donne abbiamo bisogno di ricostruire un’immagine, dei valori e un posizionamento che non ci rappresentano.
  • Round table con Sambu Buffa, Consulente di Marketing, e Ginevra Candidi, Founder “Il Lato B del Marketing” sulle tematiche del femminismo intersezionale, pink washing, inclusione e strategie di genere; è stata una discussione particolarmente formativa per me poiché personalmente non conoscevo il significato del termine “femminismo intersezionale” (ovvero quella corrente che tiene in considerazione tutti gli aspetti dell’identità di una donna – colore della pelle, orientamento sessuale, disabilità fisica…) e sono stati forniti suggerimenti per riconoscere il pink washing (un brand è veramente inclusivo solo se alle parole corrispondono i fatti) e sono stati analizzati casi di studio relativamente al modo in cui diversi brand hanno trattato il tema dell’inclusione.
  • Santina Giannone, CEO & Founder Reputation Lab, con il tema del “glow up” affrontato dal punto di vista del formare un proprio personal branding creando valore per una community; superando le scuse del “non ho tempo”, “non ho esperienza”, “cosa penseranno gli altri”, possiamo creare valore trovando il nostro Ikigai (il punto di intersezione tra passione, missione, professione e vocazione) e soprattutto guardandoci allo specchio ovvero accettandoci e riconoscendo le nostre capacità (ed è per questo che Reputation Lab ha regalato a tutti i partecipanti uno specchietto).
  • Valentina Pasotti, Senior Marketing & Digital Manager Benefit Cosmetics (LVMH), con il tema dell’influencer marketing e come creare una community di successo; ammetto che aspettavo con curiosità questo intervento perché sono da diverso tempo cliente Benefit e non ne sono rimasta delusa; Valentina ha trasmesso con entusiasmo i valori del brand, che si identifica come brand del “feel good” ovvero sentirsi bene per come si è ed esprimersi liberamente, sinonimo quindi di inclusività ed empowerment; Valentina ha inoltre dato informazioni pratiche sui criteri per individuare gli influencer più adatti per il proprio brand e su come gestire le relazioni con loro.

Molto interessanti anche i contributi di Domenica Melillo, Creative Strategist & Coordinator Al Femminile, che ha dato il via all’evento con uno speech sul significato dell’essere donna nell’industria creativa; Elisabetta Sperandeo, Resource Planning Manager, Senior BI & Data Visualization Consultant che ha fornito indicazioni tecniche sulla data integration e come può essere impiegata per creare valore; Tatiana Inserra, Responsabile Link Building in Quindo, pensate che durante il suo intervento mi sono spostata in prima fila a prendere appunti, per non perdermi nulla sul suo approfondimento riguardante la SEO e le strategie di link building; Rossella Pivanti, Branded Podcast Producer, che sebbene ha esplorato un ambito che conosco poco, quello dei podcast, ha saputo farlo con carattere e simpatia generando in me curiosità di saperne di più; Chiara Maci, la prima e più nota food blogger italiana, nonché imprenditrice e conduttrice televisiva, collegata da remoto, ha raccontato di come è possibile trasformare una passione in un lavoro; Tiziana Bernabè, Senior Marketing Lead Italy in Just Eat, ha esplorato le diverse strategie di marketing di Just Eat con un focus sul rapporto globale-locale.

Gli speech sono stati tutti a carattere ispirazionale e hanno saputo stimolare pensiero critico e riflessioni e motivare all’azione. Alcuni studi rilevano che in nessun paese del mondo c’è totale parità di genere: le donne devono prendere consapevolezza delle proprie potenzialità ed acquisire un ruolo nella società che permetta loro di essere ciò che desiderano, senza condizionamenti. Non si tratta di fare la guerra agli uomini: gli uomini e le donne non sono competitor gli uni delle altre, siamo tutti, allo stesso modo, esseri umani.

Social Women Talk è il primo evento nel suo genere e si pone l’obiettivo di dare inizio ad un nuovo modo di vedere il mondo digitale, riducendo il gender gap in questo settore che spesso lascia poco spazio alle donne per far sentire la propria voce. L’evento è anche un’opportunità di networking in cui mettere in pratica una cosa che spesse volte le donne dimenticano di fare: sostenere altre donne.

Perché, parafrasando Beyoncé: Who run the web? Girls!

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