La prima impressione conta.
La prima cosa che gli altri vedono di noi e che noi vediamo degli altri è l’aspetto esteriore, con tutte le sue componenti non verbali che vengono notate ancor prima che si pronunci una parola.
L’abbigliamento svolge due funzioni fondamentali nella regolazione delle comunicazioni interpersonali:
- in primo luogo, l’abito veicola informazioni sulle caratteristiche psicologiche, sociali e culturali della persona, sia dal punto di vista dell’osservato che dell’osservatore e in questo modo si iniziano a prevedere i comportamenti da mettere in atto in relazione alle caratteristiche inferite;
- in secondo luogo, l’abito contribuisce a definire il contesto della relazione, fornendo indici per l’interpretazione del contesto sociale.
La nostra identità sociale però non è fissa. Anzi, è sempre in fermento e provoca in noi numerosi conflitti, paradossi, ambivalenze e contraddizioni: la moda non solo ne è espressione, ma dà anche loro forma.
Contribuiscono a formare l’impressione dell’altro sia l’abbigliamento nel suo insieme, sia un campo specifico, sia i dettagli. E, in ogni caso, la capacità di trarre informazioni e fare inferenze sulla base dei parametri dell’aspetto esteriore è un fenomeno squisitamente culturale che viene appreso dal bambino nel corso del suo sviluppo socio-cognitivo.
Esiste infatti tra i membri di una società una sufficiente percezione comune di “come leggere” aspetti, combinazioni e stili di abbigliamento diversi.
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